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LA DECRESCITA FELICE (da Sando Veronesi il Corriere)

                 Caro Antonio Pascale, ho letto con attenzione il tuo articolo sulle parole-ameba (cioè quegli involucri verbali che, sostieni, «significano tutto e niente») comparso su queste pagine la settimana scorsa. Tu dici: «Il concetto di decrescita non trova spazio nei dipartimenti di economia, ma abbonda sulla bocca di quelli di noi che non hanno mai superato un esame di micro e macroeconomia». E io ti chiedo: perché dici questo? Vuoi forse suggerire che «quelli di noi» che lo menzionano non sanno di cosa stanno parlando? Non sai che fior di economisti (magari non nei dipartimenti universitari) stanno parlando di downshifting, decrescita e di riduzione da almeno tre decenni? E se le università non ne tengono conto, tu credi forse che abbiano ragione? Credi che in economia abbia valore solo quello che esce dai dipartimenti universitari?


Fai dei nomi, nel tuo articolo, il mio molto tangenzialmente e accompagnato da un complimento di cui ti ringrazio, altri con maggiore messa a fuoco, indicando in quelle persone il modello degli «egoisti» che predicano la decrescita degli altri per evitare la propria. E io ti chiedo: ma sei sicuro di quello che dici? Sono accuse gravi, con quali prove le sostieni? E quale responsabilità hanno avuto costoro nell’irrompere di due recessioni in tre anni? A meno che tu possegga dei dati che nel tuo articolo non hai fornito, la responsabilità di queste persone è pari a zero — ciò che non si può proprio dire dell’economia ortodossa, che è la principale responsabile del flusso di sofferenza che sta attraversando il mondo, per la semplice ragione che continua a basarsi su un modello fatiscente che non funziona più.


Ma davvero, caro Antonio, tu credi che il nostro attuale sistema possa ricominciare a produrre crescita solo perché la maggior parte dei dipartimenti universitari non prevede altra soluzione? Costruire un meccanismo che può andare solo avanti è di un’ingenuità imbarazzante, ma se l’invenzione della catena di Sant’Antonio dello sviluppo risale a un’epoca ingenua (20 gennaio 1949, discorso d’insediamento alla Casa Bianca del presidente Truman), il paradosso che imprigiona l’euro è stato concepito negli anni Novanta, quando il diritto a quell’ingenuità era scaduto da un pezzo. Eppure, come stiamo vedendo, i professori di economia chiamati a stabilire le regole d’ingresso nell’eurozona non hanno studiato nessun protocollo di uscita.
Per loro la necessità di uscire dalla moneta unica non era un problema prevedibile — e tu te la prendi con chi invece questo problema se lo pone? Perché questo fanno, caro Antonio, quelli che additi nel tuo articolo: potrà anche non piacerti la via che indicano, ma almeno propongono qualcosa di un po’ più serio che alzare le tasse, smantellare lo Stato sociale e aspettare che passi ’a nuttata.


Tu dici anche: «Se diamo uno sguardo globale notiamo che benessere e reddito sono in crescita, aumenta la vita media e decresce la mortalità infantile. A questi cittadini del mondo, chi gli dice “dovete fermarvi”?». Perché dici questo? Non sai forse di star parlando non già di popoli, ma di ceti sociali in crescita? Non sai che la divisione Nord-Sud non separa più le nazioni tra di loro,ma divide internamente ogni singola società nazionale? Non sai che Nigeria, Thailandia e perfino Bhutan (dove la televisione è arrivata solo nel 1999) hanno la loro brava borghesia globalizzata che vive e consuma più o meno come la borghesia occidentale, solo che è molto meno nutrita numericamente — e che è in quelle poche mani che finisce tutta la ricchezza prodotta dai loro Paesi, cioè sono solo loro che crescono, mentre la gran massa degli «altri» non sta andando proprio da nessuna parte?

E non hai letto una pietra miliare della sociologia politica, scritta da Herman Daly e John Cobb jr. e intitolata For the Common Good (Boston, Beacon Press, 1989), in cui si dimostra abbastanza incontrovertibilmente che il valore aggiunto prodotto dall’economia ufficiale in questi ultimi decenni (aumento del Pil, del reddito, dei consumi) si basa in buona parte sul valore sottratto ai beni comuni, sia sociali sia naturali? Surriscaldamento planetario, inquinamento atmosferico e idrico, dissesto idrogeologico, alterazione degli ecosistemi, scorretto smaltimento di rifiuti e scorie e via dicendo, fino al progressivo, spaventoso anticipo dell’età mestruale nelle bambine — chiedi ai medici di famiglia, Antonio: anche nove anni, per via degli ormoni contenuti nei cibi —, non sono fenomeni così facilmente quantificabili da poterli inserire in un’equazione, ma mi sorprende che tu non li menzioni neppure: non posso credere che tu appartenga alla schiera di coloro che li negano.


Dici anche: «Quanto siamo disposti a perdere in termini di reddito per salvare il pianeta dall’eccesso di desiderio?». Perché, questo? Non ti accorgi di quanto si stia già riducendo il nostro reddito — in assoluto, per via della recessione, e indirettamente, per via dell’aumento di tasse e prezzi? Davvero non ti accorgi di essere più povero di vent’anni fa? Io me ne accorgo tutti i giorni, e l’idea di perdere dei soldi per salvare il pianeta non mi spaventa certo, visto che ne sto già perdendo parecchi per distruggerlo.


Voglio ora consigliarti la lettura di due volumi usciti nella prima decade di questo secolo a cura di uno dei massimi studiosi di socioeconomia del mondo, Wolfgang Sachs, membro del Wuppertal Institut e addirittura ripetutamente titolare di cattedre universitarie, anche se non nelle facoltà di economia: Ambiente e giustizia sociale. I miti della globalizzazione (Editori Riuniti, 2002) e Per un futuro equo. Conflitti sulle risorse e giustizia globale (Feltrinelli, 2007). Non sono solo «raffinato eloquio», Antonio, e sono corredati da numeri, formule e grafici come piace a te. Sono studi rigorosi, e parlano di fatti e fenomeni che tu tralasci omostri di sottovalutare. Per esempio, quando dici che «purtroppo, è vero, le risorse disponibili sono in diminuzione, è necessario produrre meno input energetici», ma subito dopo, per uscire dal baratro che ti si è appena spalancato sotto i piedi, ricorri alla madre di tutte le parole-ameba, e cioè: innovazione.

Ma cosa mai dovrebbe essere innovato, in un sistema che producemiseria laddove dovrebbe produrre ricchezza, se non il modello stesso? È chiaro che ti riferisci alle innovazioni scientifiche e tecnologiche, e allora io ti faccio un esempio: l’introduzione dell’asbesto nei materiali da costruzione, cioè dell’amianto, è stata senza dubbio una grande innovazione, in termini di prestazioni coibentanti fratto costi di produzione — peccato però che ci fosse un altro problema. Alla fine, ti chiedo, quell’innovazione ci ha fatto andare avanti o indietro? Guadagnare o perdere? No, caro Antonio, parlare di innovazione oggi, senza nemmeno accennare alla necessità di una ridefinizione del modello socioeconomico di riferimento, è sovranamente inutile, e fa venire in mente una battuta del grande Lenny Bruce, con la quale mi piace finire questo intervento: «Ho inventato l’acqua in polvere, ma non so in cosa scioglierla».


Sandro Veronesi

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26 Feb 2012

RITROVATO BABBO NATALE

Jean-Claude Mas PIP implants mammaires


Dal suo vero nome: Jean-Claude Mas, è andanto a distribuire protesi mammarie diffettuose nel mondo intero. 
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24 Dic 2011

DURBAN : URGENTISSOMO ASPETTARE


                           Ancora una volta , la conferenza sul clima di Durban, come quella di Copenhague due anni fà, come quella di Cancun l'anno scorso si è conclusa su un nulla di fatto. Almeno i partecipanti erano d'accordo su un fatto: non sono d'accordo su niente. 

Le emissioni di gaz serra sul pianeta continueranno, la globalizzazione dell'economia aumenterà il bisogno di trasporti, l'Europa continuera a perdere posti di lavoro ma comprerà merce cinese o indiana.

Gli Stati uniti troveranno altri gaz di scisto, la Russia esporterà gaz per riscaldare l'Europa, il Canada esplorerà nuove frontiere energetiche con le sabbie bituminose, le regioni artiche si scioglieranno sempre di più liberando enormi quantità di metano, un gaz 23 volte peggiore del CO2 per l'atmosfera.

Tutti quanti si ritroveranno l'anno prossimo alla prossima conferenza di Qatar. Proprio a Qatar, non potevano scelgliere meta migliore, infatti Qatar è il paese con le maggiori emissioni di gaz serra a testa. Qatar dove si svolgera una coppa del mondo di calcio, in stadi cimatizzati... con una temperatura di cinquanta gradi, in mezzo al deserto.


 
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11 Dic 2011

SECONDO GIORNO, SECONDA SBAVATURA

                  Ancora stordito dalle luci del potere, il ministro dell'ambiente Clini torna sull'argomento del nucleare per dire la sua. Ci dice che questa energia sia una buona soluzione da non trascurare. Cosi si dimentica il voto del recente referendum dove 27 milioni di persone hanno detto no al ritorno del atomo. Prima di conoscere le fondamenta della salvaguardia dell'ambiente , quel ministro per modo di dire dovrebbe imparare le basi della democrazia.
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17 Nov 2011

IL MINISTRO INIZIA SBAGLIANDO

Corrado Clini nuovo ministro ambiente


Appena scelto, appena preso.
Il neo Ministro Corrado Clini della tutela del territorio e della salvaguardia dell'ambiente ci informa subito del suo obbiettivo: crescita verde e sviluppo sostenibile. 
Crescita dunque emissione di CO2, lo sviluppo sostenibile non essendo che il metodo di cambiare per poter continuare a fare lo stesso, cioè fare in modo che la distruzione dell'ambiente sia meno visibile. 
Poi il Ministro ci dice: sono un servitore dello Stato... Con un salario di 15 000 euro al mese, è il minimo che potesse dire, tutti quelli che approffittano dello stato dicono che sono suoi grandi servitori. 
Ci dicono subito che è un super esperto, intanto da super tecnico che sia, si sà già che possiede il linguaggio del vero politico.  
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16 Nov 2011

MERKEL E SARKOZY RIDONO DELL' ITALIA

Non mi è piaciuto il sorriso sarcastico di Sarkozy nella conferenza stampa di oggi, e credo che anche per lui sia il momento di dimostrare equilibrio e serenità all’altezza delle responsabilità che ha assunto.

Sono anni che l’Italia viene umiliata, dall’attegiamento di un primo ministro al di sotto delle peggiori aspettative, dall’ esodo fiscale, dalla disorganizzazione, dal malgoverno, dal razzismo interno, dal degrado dell’administrazione pubblica. Tutto questo non vuol dire che Francia e Germania siano autorizzate a ridicolizzare il paese. Oriundo in Francia da tanto tempo mi paiono evidenti sia la maleducazione del Presidente francese sia la prepotenza del Canceliere tedesco. Ma dopo l’Italia, sarà la Francia a dover far fronte all’attacco dei mercati, e quando l’Europa non comprerà piu niente alla Germania sarà quest’ultima a dover fare i conti con i senza lavoro.

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24 Ott 2011

IL VENTO CRESCE

                        


                                                         Inaugurato il piu'' grande parco, 270 mln investimenti Olbia, 07 ott - Falck Renewables ha inaugurato in Sardegna il parco eolico piu' grande d'Italia, costituito da 69 turbine per 138 MW. L'impianto produrra' 330GWh/anno coprendo l'esigenza di oltre 110.000 famiglie e il risparmio di emissioni di CO2 sara' di circa 180.000 tonnellate/anno. Le pale eoliche sono state installate a Budduso' e Ala' dei Sardi, a circa 50 km da Olbia, in una zona altamente ventosa. Falck Renewables SpA, secondo operatore quotato in Italia e quarto 'pure player' in Europa nella produzione di energia da fonti rinnovabili, con il nuovo campo l'incremento della capacita' installata di Falck Renewables a quota 684 MW. Per la realizzazione del parco eolico, e' stata conclusa nel 2010 una fra le piu' rilevanti operazioni di "project financing" a livello europeo nel settore delle rinnovabili, per un ammontare complessivo di 230 milioni di euro, su un valore complessivo di investimento di 270 milioni di euro
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07 Ott 2011

FUKUSHIMA, LA SITUAZIONE E SEMPRE PIU CRITICA







Il governo Giapponese ha spiegato che sarà forse in grado di riprendere il pieno controllo della centrale fra 3 o forse dieci anni.
Il chè vuol dire che la radioattività continuera ad aumentare per un lungo periodo. 
I recenti prelievi effetuati nella città di Fukushima hanno evidenziato una radioattivita di 45 000 becquerels per kilogramma di terra cioè un grado quattro volte superiore al grado massimo ammesso. un grado superiore al grado che costrinse le autorità russe nel 1986 all'evacuazione della popolazione di Tchernobyl.
90 000 persone sono già state evacuate nel raggio di 20KM della centrale, se la situazione nella città di Fukushima dovesse peggiorare ancora, 300 000 persone sono a rischio evacuazione, un rischio ben inferiore al rischio dell'esposizione quotidiana attuale. 
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11 Lug 2011

NO TAV

Qualche spiegazione alla rivolta in val di Susa:

Chi difende la TAV difende la CASTA

Chi difende la TAV difende la cricca verminosa e corrotta che vuole costruire grandi opere inutili mentre i servizi in città fanno sempre più schifo e diventano sempre più cari. Chi difende la TAV difende questi politici nostrani, servi delle lobbies, corrotti al midollo, incapaci e ultra pagati, che difendono la loro CASTA e hanno ormai perso ogni contatto con la realtà. E la realtà è una fetta enorme di cittadini che si oppone a queste violenze, a questa dittatura della globalizzazione che uccide l'Europa e i nostri figli.

La volontà del popolo

Visto che in democrazia la volontà del popolo è sovrana, e dato che la maggioranza degli italiani "difende" il progetto TAV, propongo loro di trasferirsi a vivere in quelle zone, presto scempiate dall'amianto, in nome dell'intelligente progetto che permetterà al Camembert di arrivare un ora prima sulle nostre tavole. D'altronde in questo sistema globale (ma chi l'ha votato? il popolo?) chi prima consuma prima si consuma.

UNA NORIMBERGA PER LE MULTINAZIONALI CRIMINALII

La TAV serve soltanto a portare prodotti delle multinazionali da una parte all'altra dell'europa, mentre gli agricoltori siciliani devono buttare le arance siciliane perchè così hanno stabilito Nestè e Danone. Verrà il tempo di una Norimberga per le lobbies

Troppa poca sinistra in Italia

G Pepe

E troppo individualismo. Far calare un'opera sulla testa dei cittadini, come fa il sultano, è da stupidi. Gli scontri sono provocati dall'assenza di dialogo, non dalla voglia di anarchia. Quanto alla difesa del territorio, quella l'ha inaugurata la Lega e non la sx. Infine mi chiedo ancora, che se ne fa l'Italia della Tav, quando non sa nemmeno fare funzionare i treni locali? C'è una soluzione a tutti i problemi attuali, ma è lunga e difficile. Questo Paese deve aumentare partecipazione politica, istruzione e informazione. Basta con i dittatorelli di stampo sudamericano. L'Italia agli italiani (con peso di responsabilità).

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03 Lug 2011

MONTECARLO, I PRINCIPI DEL POLLAIO



Grande matrimonio a Monaco, tra galletti, fronzoli ed evasi fiscali, per la protezione dei 60 milliardi di euro nascosti in quel paradiso, vicino a Dio, sotto protezione solare. 
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02 Lug 2011

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